Di cosa si tratta?

> il piede piatto

Il piede piatto è un piede caratterizzato dall’appiattimento della volta plantare normalmente formata dalla forma e dal reciproco incastro delle ossa del piede, dalla maturità del tessuto connettivo costituente capsule e legamenti, e dal perfetto funzionamento di una serie di muscoli chiamati cavizzanti.

Il cardine di tale deformità è a livello del retropiede, costituito da due ossa calcagno e astragalo a contatto tra di loro per mezzo di un’articolazione chiamata sottoastragalica.

L’immaturità e la lassità dei legamenti fanno infatti si che l’astragalo, l’osso che raccorda tutto il piede allo scheletro della gamba, normalmente posto sopra al calcagno, scivoli verso il basso, in avanti e internamente, trascinando con se tutte le ossa ad esso connesse anteriormente, costringendo il calcagno a ruotare (Fig. in basso a destra).

Questo movimento di rotazione interna del retropiede prende nome di pronazione.

La pronazione del retropiede ha ripercussioni anche sull’ avampiede.

La caduta dell’astragalo schiaccia infatti la testa del primo metatarso contro il pavimento, facendolo sollevare per reazione con il suolo, provocando una deformazione in extrarotazione di tutto l’avampiede che prende nome di supinazione.

I sintomi in età evolutiva sono una precoce stanchezza, dolore in particolare all’inserzione del tendine tibiale e tensione plantare. Inoltre solitamente si ha incapacità di deambulazione sui talloni e di equilibrio monopodalico.

Se poi la patologia non è trattata il soggetto adulto avrà difficoltà ad eseguire la flessione e pronazione del piede e l’insorgere di altri disturbi, quali valgismo dell’alluce, metatarsalgia, sindrome del tunnel tarsale, disfunzione del tendine del tibiale posteriore, artrosi della sottoastragalica e della mediotarsica.

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maggio 2011 > News

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